Alle 8:53 di mercoledì 28 ottobre il treno Renfe AVE 2080, partito da Madrid e diretto a Siviglia, ha tamponato il convoglio Iryo 6076, fermo sui binari nei pressi della stazione di Urda, in provincia di Toledo, sulla linea Madrid-Siviglia. Il bilancio, ancora provvisorio, è salito a 69 morti. Secondo i dati diffusi in Castiglia-La Mancia, circa 60 feriti sono già stati dimessi, mentre una cinquantina sono ancora ricoverati. All’Istituto di medicina legale di Toledo è cominciata l’identificazione delle vittime, e la Guardia Civil ha ricevuto 64 denunce di scomparsa da parte delle famiglie.
Sull’AVE viaggiavano 397 passeggeri, sull’Iryo circa 150 persone. Nell’urto le due ultime carrozze dell’Iryo sono deragliate e sono finite in una scarpata. I passeggeri raccontano di una frenata d’emergenza improvvisa che li ha scaraventati nei corridoi, e molte vittime sono rimaste intrappolate sotto i vagoni. Per tutta la notte più di 500 tra soccorritori, vigili del fuoco, sanitari, agenti e militari dell’unità d’emergenza UME hanno lavorato sul luogo dell’incidente. I feriti sono stati distribuiti tra gli ospedali di Toledo, Alcázar de San Juan, Ciudad Real, Albacete e Madrid.
Sulla dinamica il quadro è ormai chiaro. Alle 8:30 è andato in tilt il sistema di sicurezza LZB, che ha fermato sei treni su un tratto di circa 63 chilometri. Alle 8:36 il centro di controllo di Adif ad Atocha ha autorizzato l’AVE a ripartire. Il treno ha percorso circa 25 chilometri prima di piombare sull’Iryo fermo davanti a lui. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha definito quell’ordine «palesemente sbagliato»: la ripartenza è stata autorizzata con un treno fermo davanti, il segnale rosso e nessun limite di velocità. Il governo ha annunciato la revisione del sistema di segnalamento, un audit sul centro di controllo e provvedimenti disciplinari se emergeranno responsabilità individuali. L’inchiesta giudiziaria è affidata al Tribunale di Orgaz, e Puente dovrà riferire al Congresso.
Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, da giovedì 29 a sabato 31 ottobre, con le bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici. «Tutta la Spagna è in lutto», ha detto il premier Pedro Sánchez, che si è recato a Urda e ha promesso di agire con fermezza se emergeranno negligenze. Il re Felipe VI e la regina Letizia visitano i feriti all’ospedale universitario di Toledo. Il leader di Vox Santiago Abascal ha espresso vicinanza alle famiglie, ma ha attaccato il governo socialista sullo stato delle infrastrutture e ha chiesto che vengano preservate le prove. Il Partito Popolare ha sospeso gli eventi di campagna elettorale, in vista del voto del 29 novembre, e la Federcalcio spagnola ha rinviato 24 partite di Coppa del Re. La circolazione ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia resta sospesa.
La vicenda tocca anche l’Italia. Iryo fa capo al consorzio ILSA, controllato al 51% da FS International, la società internazionale delle Ferrovie dello Stato. La premier Giorgia Meloni ha espresso la vicinanza del governo alla Spagna e il cordoglio alle famiglie delle vittime, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che il consolato generale a Madrid sta verificando se tra i passeggeri ci fossero italiani. Per informazioni: Unità di crisi della Farnesina +39 06 36225, consolato di Madrid +34 629 842 287.
Foto: dewet, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.