Baltici, cresce l’allarme dopo lo stop di Trump alle sanzioni

Venerdì Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende le nuove sanzioni contro la Russia, compresi i dazi sulle merci russe e le penalità per chi compra petrolio e gas di Mosca, riporta Al Jazeera. Il Tesoro americano ha inoltre sospeso fino ad aprile 2027 le sanzioni sulla vendita di diesel russo. Trump ha parlato di «interesse nazionale». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’accordo sul diesel un regalo a Putin, mentre Kirill Dmitriev, inviato di Putin, ha giudicato la decisione «un momento importante e davvero storico».

In Europa il Consiglio europeo ha espresso rammarico e Emmanuel Macron ha detto che l’accordo manda un messaggio negativo e non avrà effetti sui prezzi globali. Trump ha accusato gli europei di ipocrisia per i loro acquisti di energia russa: secondo Al Jazeera l’Unione europea importa ancora gas russo, per 817 milioni di euro in tubature e 615 milioni in gas liquefatto nel solo mese di settembre, e prevede di smettere l’anno prossimo.

Domenica mattina un oggetto è entrato nello spazio aereo lituano, caccia della Nato sono decollati dalla base di Šiauliai e un oggetto simile a un drone è esploso nel nord del Paese, mettendo a rischio la popolazione civile, scrive ANSA. Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha dichiarato: «La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina si sta estendendo al fianco orientale della Nato e dell’Ue».

Nel pomeriggio Kiev ha chiesto scusa. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhii Tykhyi, ha detto che il drone è ucraino e che la guerra elettronica russa potrebbe averlo deviato durante un’operazione contro obiettivi militari russi, riferisce ANSA. Kiev si è impegnata a fornire tutte le informazioni e a evitare altri incidenti.

Venerdì il generale Roly Walker, capo dell’esercito britannico, ha parlato a circa 700 militari nella base di Catterick Garrison, scrive la Repubblica. Walker ha detto che il Regno Unito «deve essere pronto a combattere» e che i leader politici dovranno spiegare presto ai cittadini i rischi e i sacrifici necessari per dare priorità alla difesa.

Secondo il New York Times, citato da RFE/RL, il 25 agosto il direttore della Cia John Ratcliffe ha fatto una visita a sorpresa a Mosca per convincere il Cremlino a non intensificare lo scontro con gli alleati americani, in particolare Estonia, Lettonia e Lituania. Due giorni dopo Trump ha detto ad Axios di non essere preoccupato «per niente» e che la Russia non attaccherà la Nato.

Il 5 ottobre Euronews ha riferito che il sottosegretario alla Difesa americano Elbridge Colby ospitava in Polonia il Bergen Group, formato da Svezia, Finlandia, Polonia, Germania e Paesi Bassi, senza Regno Unito, Francia e Stati baltici. Fabrice Pothier, di Rasmussen Global, ha definito il formato «molto tossico» per un’alleanza che si regge sull’azione collettiva. Secondo fonti citate da Euronews, Colby aveva invitato in agosto i Baltici a un tono meno conflittuale verso Mosca. Un funzionario Nato ha risposto che le riunioni tra piccoli gruppi di alleati sono normali, e i diplomatici britannici hanno respinto l’idea di essere messi da parte.

Il timore di uno scontro diretto con Mosca compare così nelle parole di due governi alleati: il presidente lituano parla di una guerra che si estende, il capo dell’esercito britannico chiede di prepararsi a combattere. Nei testi consultati nessuna fonte ufficiale indica un’invasione imminente dei Paesi baltici.

Lo scenario più pericoloso si regge su una sequenza. Gli Stati Uniti non vogliono una guerra aperta con la Russia, e la sospensione delle sanzioni, arrivata poche settimane dopo la missione di Ratcliffe a Mosca, può essere letta al Cremlino come un segnale di disimpegno americano. Se Putin ne ricavasse la convinzione che Washington non interverrebbe, potrebbe spingersi più a fondo in Ucraina, fino a puntare su Kiev, magari con l’appoggio della Bielorussia, e aprire nello stesso tempo il corridoio di Suwałki, il lembo di confine tra Polonia e Lituania che collega i Paesi baltici al resto della Nato.

Kiev farebbe fatica a reggere due fronti, e senza l’apertura di un fronte bielorusso Mosca avrebbe difficoltà a chiudere la guerra a proprio favore. In quel caso solo un esercito europeo sul campo potrebbe cambiare il corso del conflitto. L’appello del generale Walker a prepararsi a combattere va letto in relazione a questa prospettiva.

Londra, Parigi e Berlino non tollererebbero un attacco diretto a un Paese Nato e si troverebbero ad affrontarlo senza il pieno sostegno americano. In questo quadro si inserisce la presenza militare europea in Ucraina: a novembre è prevista in Polonia un’esercitazione con almeno 1.500 militari britannici, francesi e tedeschi, in vista di uno schieramento dopo un eventuale cessate il fuoco, riferisce Agenparl citando il Times. Quello schieramento sarebbe il banco di prova per Putin: o si ferma, o è guerra.

La Casa Bianca motiva la sospensione con l’interesse nazionale. Secondo Al Jazeera il diesel russo serve ad abbassare i prezzi dell’energia saliti durante la guerra di Usa e Israele contro l’Iran, e Trump spera che il calo aiuti i consumatori prima delle elezioni di metà mandato, anche se gli esperti giudicano l’effetto incerto. Sulla Lituania il governo di Kiev parla di un incidente causato dalla guerra elettronica russa, e Vilnius ha invitato Colby a visitare la regione.

Foto: LCpl Craig Williams / Ministero della Difesa britannico, Wikimedia Commons, Open Government Licence v1.0

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