Meloni tira dritto: la risposta a Madrid è un aereo che riparte

Mentre il ministro degli Esteri spagnolo accusa l’Italia di muoversi per “ragioni elettorali” sulla sospensione di Schengen, e mentre Piantedosi conferma davanti al Comitato Schengen che la linea dura con Madrid non sarà rivista prima del 15 agosto, Giorgia Meloni sceglie di rispondere non con un comunicato diplomatico ma con un video: migranti irregolari che salgono su un aereo per il rimpatrio. Poche righe di didascalia, dirette: “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”. Quasi 11mila like in poche ore.

Non è retorica vuota, ed è questo il punto che fa la differenza dalle campagne social di pura immagine: dietro il video ci sono numeri veri. Nel 2026, aggiornati all’11 agosto, l’Italia ha rimpatriato 5.321 migranti irregolari — 744 tramite rimpatri volontari assistiti, 4.577 forzati. Il Giornale la definisce l’accelerazione più marcata mai registrata sul fronte rimpatri, sostenuta anche da convogli di ritorno internazionali organizzati insieme ad altri Paesi Ue.

Il messaggio, letto nel contesto della tensione con la Spagna, è meno ambiguo di quanto sembri: alle accuse di muoversi per calcolo elettorale, la risposta non è una nota diplomatica ma una dimostrazione di fatti compiuti. Mentre a Madrid si discute di quando e se revocare la sospensione di Schengen, a Roma si contano gli aerei già decollati. Piantedosi lo dice apertamente: nessuna revoca prima del 15 agosto, “e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia” — una condizione che il governo pone, non che subisce.

Tira dritto, appunto: non è la linea di chi cerca la mediazione a ogni costo, è la linea di chi ha deciso che la coerenza vale più della cortesia diplomatica — e lo dimostra pubblicando non un comunicato stampa, ma un aereo che riparte.

Rispondi