Una violentissima scossa ha interessato le profondità del Mar Tirreno nella notte, registrando una magnitudo locale di 6.2 lungo la Costa Calabra nord-occidentale, in provincia di Cosenza. L’evento, rilevato con precisione dai sismografi nazionali, si è configurato come un terremoto profondo, una tipologia di fenomeno che solitamente attenua l’intensità delle onde distruttive in superficie ma estende notevolmente il raggio di udibilità e percezione della scossa.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!I sismometri della Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma hanno localizzato l’ipocentro della scossa alle ore 00:12:35 italiane, corrispondenti alle 22:12:35 del giorno precedente secondo il tempo coordinato universale. La caratteristica saliente di questo evento risiede nella sua eccezionale profondità, stimata a circa duecentocinquanta chilometri sotto il livello del mare. Le coordinate geografiche esatte proiettano l’epicentro nel tratto marino antistante il litorale cosentino, stabilito a 39.1550 gradi di latitudine nord e 15.8210 gradi di longitudine est.
Dal punto di vista geodinamico, l’area della costa tirrenica calabrese e l’adiacente bacino marino sono caratterizzati da complessi meccanismi di subduzione, dove la placca ionica sprofonda al di sotto del blocco calabro all’interno del mantello terrestre. Proprio questa peculiare conformazione tettonica spiega la genesi di terremoti così profondi, i quali rilasciano un’immensa quantità di energia geologica profonda.
Nonostante l’elevato valore di magnitudo espresso nella scala Richter, la profondità ipocentrale di duecentocinquanta chilometri funge solitamente da filtro naturale, riducendo drasticamente le accelerazioni del suolo nelle aree costiere abitate e scongiurando, stando alle prime analisi teoriche, danni catastrofici a strutture e infrastrutture.
La macchina della Protezione Civile e le autorità locali si sono immediatamente attivate per avviare le verifiche di rito sul territorio della provincia di Cosenza e nelle regioni limitrofe, dato che scosse di tale portata sotterranea tendono a propagarsi lungo i piani di faglia profonda, rendendosi avvertibili in gran parte del Mezzogiorno d’Italia.
Al momento non si segnalano crolli significativi o danni a persone, ma il monitoraggio della Sala Sismica di Roma resta costante e i tecnici avvertono che i valori ipocentrali e la magnitudo comunicati rappresentano la migliore stima preliminare basata sui dati attualmente disponibili.