L’occupazione di cui Non Frega Niente a Nessuno: Il Teatro di una Politica Staccata dalla Realtà

C’è un’immagine che descrive perfettamente il cortocircuito delle nostre istituzioni: i banchi del governo occupati con foga, urla e spintoni a favore di telecamera. Un’esibizione muscolare di cui, nel mondo reale, non importa assolutamente nulla a nessuno. Questa messinscena serve per battaglie ideologiche o per fare ostruzionismo su un decreto, ma sparisce magicamente quando si tratta di affrontare la sopravvivenza quotidiana dei cittadini.

La politica di oggi funziona esattamente come un’intelligenza artificiale. Chiusa in un palazzo, isolata dal mondo, elabora procedure e sforna dichiarazioni senza avere la minima idea di cosa significhi vivere là fuori. Nel “simulatore” di Montecitorio, i problemi veri non hanno peso. Non c’è algoritmo o votazione in grado di far capire a chi siede su quelle poltrone la disperazione di una famiglia lasciata sola dallo Stato a gestire una disabilità grave. Non sanno cosa sia l’umiliazione di chi, dopo una vita intera di lavoro, deve fare i conti al centesimo con una pensione da fame in un mondo in cui tutto costa il doppio.

Eppure, i banchi per difendere queste persone non li occupa mai nessuno.

Non si bloccano i lavori dell’Aula, non si grida allo scandalo, non si paralizza il Paese quando gli assegni di invalidità restano fermi a cifre ridicole o quando la sanità pubblica ti costringe ad aspettare mesi per una visita urgente. Questo spirito battagliero svanisce nel nulla. Il silenzio diventa ancora più assordante quando quello stesso Parlamento, con una velocità e un’unità di intenti che non si vedono mai per le vere emergenze, trova l’accordo perfetto per tutelare i propri privilegi, alzarsi le diarie o garantirsi scivoli dorati. In quei casi, miracolosamente, nessuno fa le barricate.

Questa non è una “percezione” e non è qualunquismo: è la cruda e fredda realtà dei fatti. Le aule istituzionali si sono ridotte a un palcoscenico per addetti ai lavori, un ecosistema autoreferenziale che si infiamma per se stesso e ignora chi sta fuori. Finché la rabbia e l’indignazione dei politici saranno rivolte solo a favore di telecamera, la distanza tra la vita vera degli italiani e quel simulatore staccato dalla realtà rimarrà una voragine impossibile da colmare.

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