Secondo i report più recenti, Torino è stata identificata come la settima città più inquinante d’Europa per emissioni complessive di CO2 e inquinanti atmosferici. In Italia, il capoluogo piemontese guida spesso la classifica per le emissioni di CO2 con circa 23 milioni di tonnellate equivalenti rilasciate annualmente.
Thank you for reading this post, don’t forget to subscribe!Allerta smog e blocchi del traffico (Gennaio 2026)
Il mese di gennaio ha visto un’altalena di restrizioni dovute ai livelli di polveri sottili (PM10):
- Livello Rosso (Allerta 2): Il 22 e 23 gennaio 2026 è scattato il livello rosso, che ha imposto lo stop ai veicoli diesel Euro 5 per il superamento continuativo della soglia di 50 microgrammi/m³.
- Ritorno al Livello 0: Grazie a un miglioramento temporaneo delle condizioni meteo, dal 24 gennaio 2026 il semaforo antismog è tornato al livello bianco (0), sospendendo le limitazioni emergenziali fino a lunedì 26 gennaio compreso.
- Superamenti annuali: Al 15 dicembre 2025, Torino aveva già accumulato 36 giorni di superamento dei limiti di PM10, oltrepassando la soglia massima consentita di 35 giorni l’anno fissata dall’UE.
Impatto sulla salute
I dati sanitari pubblicati a fine gennaio 2026 sono allarmanti: a Torino, si stima che il 12% dei decessi non traumatici tra gli adulti sia attribuibile all’esposizione prolungata al PM2.5. Questa correlazione tra inquinamento e mortalità ha spinto diverse associazioni a promuovere campagne di sensibilizzazione come “Scegli di vivere due anni in più”.
Per contrastare l’inquinamento cronico di Torino, il sindaco Stefano Lo Russo ha adottato una strategia che combina restrizioni immediate e investimenti a lungo termine, cercando un equilibrio tra le esigenze ambientali e quelle economiche della cittadinanza.
1. Gestione dei Blocchi del Traffico
Il sindaco ha il compito di far rispettare le direttive del Piano Aria della Regione Piemonte. Sotto la sua amministrazione, lo stop strutturale ai diesel Euro 5 è stato rinviato a ottobre 2026 per evitare un impatto sociale eccessivo, ma restano attivi i blocchi emergenziali (semaforo antismog) che scattano al superamento dei limiti di PM10.
2. Investimenti in Mobilità Sostenibile
Torino ha vinto l’Urban Award 2025 proprio per le politiche di mobilità. Le principali azioni includono:
- Trasporto Pubblico: Rafforzamento delle corsie preferenziali e della priorità semaforica per i mezzi pubblici per ridurre i tempi di percorrenza e rendere il bus più competitivo rispetto all’auto.
- PNRR e Green Deal: Utilizzo di fondi europei per il rinnovo della flotta GTT con bus elettrici e il potenziamento delle infrastrutture ciclabili.
3. Il Nuovo Piano Regolatore (PRG)
A fine 2025, la giunta ha approvato il nuovo Piano Regolatore Generale, il primo dopo 30 anni. Questo strumento mira a ridisegnare la città rendendola più verde e policentrica, favorendo la “città dei 15 minuti” per ridurre la necessità di lunghi spostamenti motorizzati.
4. Forestazione Urbana
L’amministrazione ha avviato un piano per la messa a dimora di 2.500 nuovi alberi tra il 2026 e il 2030, con un investimento di 2,5 milioni di euro dedicato esclusivamente alle alberate stradali, fondamentali per abbattere le isole di calore e filtrare il particolato.
5. Aspetti Giudiziari
Il sindaco ha ereditato la complessa situazione del “Processo Smog”, che vedeva indagati i suoi predecessori (Fassino e Appendino) per inquinamento ambientale colposo. Sebbene gli amministratori siano stati prosciolti nel luglio 2024, la sentenza ha ribadito la necessità di adottare misure strutturali più incisive per evitare future contestazioni.
Con la fine del 2025 visti i dati si potrebbe dire che la direzione imboccata non appare vincente e soprattutto la tolleranza ai blocchi del traffico dei torinesi è al limite della sopportazione; con il 2026 e le elezioni comunali in arrivo vedremo quali possibili soluzioni si cercheranno, ma i primi dati di gennaio sono tutt’altro che positivi.






