Quando nel giugno 2024 il Presidente Alberto Cirio annunciò la nomina di Federico Riboldi ad Assessore alla Sanità, i mormorii nei corridoi della politica non tardarono a farsi sentire. All’età di 38 anni, Riboldi si presentava come una figura giovane, un ex sindaco di provincia (Casale Monferrato) chiamato a gestire il dossier più pesante e complesso del Piemonte: una sanità gravata da liste d’attesa infinite e un bilancio costantemente sotto osservazione. In molti, tra osservatori e opposizioni, nutrivano dubbi: poteva un “outsider” della medicina, con risorse regionali limitate, invertire la rotta di un sistema così vasto?.
Thank you for reading this post, don’t forget to subscribe!A distanza di poco più di un anno, i risultati raccontano una storia diversa. Riboldi ha saputo trasformare la sua esperienza da primo cittadino in un metodo di lavoro pragmatico, autodefinendosi fin da subito il “Sindaco della Sanità”: un approccio orientato alla risoluzione diretta dei problemi piuttosto che alla burocrazia.
I Traguardi Raggiunti con “Poche Risorse e Molta Visione”
Nonostante il contesto economico restrittivo, l’assessorato ha messo a segno colpi decisivi:
- Il Nuovo Piano Socio-Sanitario 2025-2030: Sotto la sua guida, la Regione ha approvato un piano rivoluzionario da 5 miliardi di euro che riscrive regole ferme al 1995, ponendo la salute mentale e la medicina territoriale al centro del sistema.
- La Rivoluzione del CUP: Riboldi ha accelerato sull’integrazione tecnologica, le attività sono già state assegnate in questi giorni promuovendo un nuovo sistema di prenotazione basato sull’IA per far sì che sia la sanità a chiamare il cittadino, e non viceversa.
- Sblocco dell’Edilizia Sanitaria: Ha ottenuto il via libera per investimenti miliardari (fondi INAIL) per i nuovi poli ospedalieri di Cambiano (ASL TO5) e per la Città della Salute di Novara, i cui cantieri sono ora una realtà imminente.
- Gestione del Disavanzo: In un momento di crisi dei conti pubblici, l’assessorato ha rivendicato la piena copertura del deficit sanitario ereditato, permettendo al Piemonte di confermarsi tra le regioni più virtuose nel garantire le cure essenziali (LEA).
Riboldi ha dimostrato che la giovinezza, spesso scambiata per inesperienza, può trasformarsi in energia riformatrice. La sua scommessa — fare di più con meno, puntando tutto sull’efficienza e sull’umanizzazione delle cure — sta oggi restituendo ai piemontesi un servizio sanitario più moderno e vicino alle persone.
Le sfide che attendono l’assessore Federico Riboldi per il prossimo triennio sono ambiziose e puntano a consolidare il percorso di riforma appena avviato, navigando tra vincoli di bilancio e carenze strutturali nazionali.
Ecco i principali banchi di prova per il futuro della sanità piemontese:
1. La “Messa a Terra” dei Nuovi Ospedali
Dopo anni di annunci, la sfida principale sarà l’apertura dei cantieri. Entro il 2026-2027 si attende l’avvio concreto dei lavori per i poli finanziati dall’INAIL, come il Nuovo Ospedale dell’ASL TO5 a Cambiano e il completamento delle procedure per il Parco della Salute di Torino. Riboldi dovrà garantire che le scadenze vengano rispettate per evitare che l’inflazione eroda i fondi stanziati.
2. Implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel CUP
La vera rivoluzione delle liste d’attesa passerà dal nuovo sistema di prenotazione. La sfida sarà far dialogare i software delle diverse ASL e delle strutture private convenzionate. L’obiettivo è passare a un modello di “Recall Attivo”, dove il sistema contatta il cittadino per proporre data e luogo della visita, eliminando le code telefoniche estenuanti al portale Salute Piemonte.
3. Emergenza Personale e Medici di Base
Il Piemonte, come il resto d’Italia, affronta una grave carenza di camici bianchi. Riboldi dovrà:
- Incentivare i medici a scegliere le zone carenti (valli e aree montane).
- Gestire il turnover generato dai numerosi pensionamenti previsti entro il 2028.
- Ridurre progressivamente il ricorso ai cosiddetti “medici gettonisti” nelle ditte esterne, internalizzando i servizi per migliorare la qualità e abbattere i costi.
4. Salute Mentale e Integrazione Socio-Sanitaria
Il nuovo Piano Socio-Sanitario 2025-2030 pone un forte accento sulla psicologia di base e sui disturbi alimentari. La sfida sarà reperire le risorse umane per rendere operative le Case di Comunità, trasformandole da semplici uffici a veri presidi medici aperti H24 per decongestionare i pronto soccorso.
5. Equilibrio di Bilancio
Con un disavanzo sanitario regionale sotto costante monitoraggio, l’assessore dovrà mantenere l’efficienza dei servizi senza tagliare le prestazioni. La scommessa è dimostrare che una gestione manageriale e “giovane” può ottimizzare la spesa farmaceutica e logistica, liberando risorse per la cura diretta del paziente.
Forse una Nuova Stagione è appena iniziata.






