Ex piscina Sempione, FdI contro il Pd: “Non trasformiamo il parco in una crack house a cielo aperto”

Conferma diretta, con tanto di luogo preciso, di quello che raccontavamo qui pochi giorni fa sulla gestione del crack a Torino: il Partito Democratico, per bocca del consigliere Cerrato, propone di destinare l’area dell’ex piscina Sempione a servizi a bassa soglia per persone con dipendenze — distribuzione di pipette comprese. Verangela Marino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 6, risponde con una nota durissima.

“Distribuire pipette e concentrare nell’area dell’ex piscina Sempione servizi a bassa soglia non è la risposta che questa città merita al problema del crack”, ha dichiarato Marino. “Un parco pubblico non può diventare il luogo nel quale concentrare il disagio e il consumo di droga.”

Il punto, secondo Fratelli d’Italia, non è negare aiuto a chi vive una dipendenza, ma il metodo scelto: “La tossicodipendenza è un problema sociale e sanitario che deve essere affrontato con prevenzione, cura, recupero e reinserimento, non limitandosi a gestire le conseguenze del consumo.”

C’è poi la questione, tutt’altro che marginale, di cosa significhi concretamente quella scelta per chi il parco lo vive già. Nell’area dell’ex piscina Sempione opera un’associazione che organizza attività per ragazzi — attività che, denuncia Marino, oggi rischiano di non poter più svolgersi serenamente. “Quel parco è già al centro di fortissime preoccupazioni da parte dei cittadini per il degrado e per la presenza di persone in condizioni di grave dipendenza e di fenomeni di spaccio segnalati sul territorio. Non possiamo pensare di aggravare una situazione già difficile concentrandovi ulteriormente il problema.”

La domanda politica che pone Fratelli d’Italia è diretta: il Comune vuole restituire quell’area alle famiglie o trasformarla in un punto di concentrazione del disagio? “Una cosa è aiutare chi vive una dipendenza, e su questo nessuno può tirarsi indietro. Altra cosa è pensare che la soluzione sia concentrare il problema in un parco pubblico. Chi è dipendente dal crack deve trovare nelle istituzioni un percorso per uscire dalla dipendenza, non semplicemente un luogo nel quale continuare a consumare.”

La chiusura di Marino non lascia spazio a interpretazioni: “Noi non vogliamo normalizzare il consumo di droga e non vogliamo rassegnarci al degrado. […] Da capogruppo di Fratelli d’Italia lo dico senza mezzi termini: non siamo disponibili a trasformare un parco pubblico in una zona di gestione permanente del disagio. Torino ha bisogno di più recupero, più prevenzione e più sicurezza, non di una politica che si limiti a rendere il degrado più accettabile. Il nostro obiettivo è uno solo: restituire il parco alle famiglie e ai nostri ragazzi.”

di MR Lutzen

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