Un paio di scarpe da ginnastica

Lo sciopero contro il caro vita che ci ha resi più poveri

Chi lo ha promosso può dirsi soddisfatto. I sindacati di base guidati dall’USB, insieme a Usi-Cit e a diverse sigle della Cub, hanno portato la protesta in oltre cinquanta città, sfidando perfino la precettazione firmata dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Una parte della sinistra ne ha fatto proprie le parole d’ordine contro il caro vita e il riarmo. Il conto di quella giornata, però, non lo pagano loro: lo pagano per primi proprio i lavoratori che dicono di rappresentare.

Secondo l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, l’associazione degli artigiani, lo sciopero di giovedì 30 ottobre è costato all’Italia circa un miliardo di euro.

Il calcolo parte dalla ricchezza che il Paese produce ogni giorno, circa 5,6 miliardi di euro. Con un’adesione stimata al 20%, il danno diretto, cioè la produzione persa da chi ha incrociato le braccia, arriva a 817 milioni. Il resto sono costi indiretti: ore di lavoro perse anche da chi non scioperava, meno tasse e contributi per lo Stato, servizi pubblici saltati. Solo la sanità pubblica eroga circa 2,5 milioni di prestazioni al giorno, e ogni visita rinviata allunga le liste d’attesa e pesa soprattutto sui pazienti più fragili.

Le regioni più colpite sono quelle che producono di più. In testa c’è la Lombardia con 193,6 milioni di perdite, seguita da Lazio (94,3 milioni), Veneto (75,3), Emilia-Romagna (74,6) e Piemonte (60,2).

Chi paga il conto? Per primi i lavoratori che hanno scioperato, che perdono la giornata di stipendio. Poi le imprese, soprattutto quelle piccole e artigiane, che hanno visto saltare produzione e consegne. Poi i cittadini rimasti a piedi senza treni e autobus, o a casa con i figli per le scuole chiuse. E infine lo Stato, cioè tutti, per le tasse non incassate e per i costi di ordine pubblico dei cortei. Le uniche a non perdere nulla sono le sigle che lo sciopero lo hanno organizzato.

La stessa CGIA ricorda che lo sciopero è un diritto fondamentale, sancito dall’articolo 40 della Costituzione, ma che ogni astensione dal lavoro ha costi difficili da quantificare, e ricadono su cittadini, imprese, conti pubblici e sugli stessi lavoratori. Un miliardo, in un Paese che protesta contro il caro vita, è un prezzo alto per scoprire che il problema era altrove, come raccontavamo in «Prima di scioperare, guardatevi le scarpe».

Foto: Brooke Fishwick, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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