Da che pulpito: Elkann promette Torino città dell’industria

Oggi alle Ogr di Torino, John Elkann ha detto che la città “sarà ancora la città dell’industria e dell’innovazione”, ricordando che permette di operare a costi più bassi di Milano.

I fatti sulla casa madre, però, sono noti. Nel 2014 la Fiat è diventata Fiat Chrysler Automobiles N.V., società di diritto olandese con residenza fiscale nel Regno Unito. Nel 2021 la fusione con Psa ha creato Stellantis N.V., anch’essa olandese. Elkann ne è presidente, e la sua Exor ha trasferito la propria sede legale in Olanda già nel 2016.

E la produzione italiana? Secondo il report della Fim-Cisl, nel 2025 gli stabilimenti Stellantis in Italia hanno prodotto 379.706 veicoli, il 20,1% in meno dei 475.090 del 2024 e la metà dei 751.384 del 2023. Le sole auto sono scese a 213.706 (-24,5%), livelli che il sindacato paragona a quelli degli anni Cinquanta. Quasi la metà dei lavoratori italiani del gruppo è stata coinvolta da cassa integrazione o riduzioni d’orario. Mirafiori è l’unico sito in crescita (+16,5%, 30.202 unità), ma per la Fiom è comunque il diciannovesimo anno consecutivo di cassa integrazione: dal 19 al 30 ottobre la linea della Fiat 500 si ferma, con 1.074 lavoratori a casa.

Stellantis, va detto, ha annunciato investimenti per quasi 2 miliardi in Italia nel 2025 e oltre una dozzina di nuovi modelli fino al 2032, tra cui una nuova Panda a Pomigliano dal 2028. Quanto di quel piano diventi produzione reale è la domanda che i sindacati continuano a fare.

Sarebbe sbagliato dire che a Torino non succeda nulla. Mirafiori cresce, ospita la sede europea di Stellantis dall’inizio del 2025, e il piano annunciato prevede nuovi modelli. Ma tra l’ambizione dichiarata e la produzione reale c’è ancora un divario che i prossimi anni dovranno colmare. È su quello, più che sulle parole di oggi, che la città e i lavoratori misureranno la promessa.

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