La Germania si prepara alla guerra

A Ulm, nella Germania sud-occidentale, sotto le corsie affollate dell’ospedale militare Bundeswehrkrankenhaus si nasconde un bunker sanitario della Guerra Fredda, costruito nel 1979 per curare i soldati in caso di attacco nucleare: 2.000 posti letto, autonomia di 90 giorni. Rimasto dormiente per quasi trent’anni, adesso — riporta un’inchiesta di Bloomberg ripresa da La Stampa — l’esercito tedesco sta valutando di riattivarlo.

Il motivo è nei numeri che la Bundeswehr stessa ha calcolato. In uno scenario di invasione russa del territorio Nato, l’esercito tedesco stima l’arrivo di fino a mille soldati feriti al giorno. I cinque ospedali militari del Paese raggiungerebbero rapidamente la saturazione, e la legge tedesca impone in quel caso il coinvolgimento degli ospedali civili — costretti a curare contemporaneamente militari e civili, con tutte le scelte di triage che ne conseguono. Riportare in funzione un bunker come quello di Ulm, uno dei pochi ancora in condizioni recuperabili, richiederebbe comunque milioni di euro solo per rimodernare impianti di ventilazione ed elettrici vecchi di decenni — una goccia nel mare rispetto a quanto servirebbe nel complesso.

“Il nostro sistema sanitario è preparato a questo? L’unica risposta è: no”, si legge nel reportage. Un’indagine dell’associazione ospedaliera tedesca, condotta su 165 strutture, era arrivata alla stessa conclusione: gli ospedali sono scarsamente equipaggiati per una crisi di livello Nato o per un’emergenza di difesa nazionale.

Non è un allarme isolato, ma parte di un riarmo generale della preparazione civile tedesca. Bloomberg cita, tra gli episodi recenti che hanno accelerato queste valutazioni, un tentativo di attacco con drone esplosivo contro l’aeroporto di Lipsia e attacchi informatici contro strutture sanitarie. Solo pochi giorni fa la Nato ha condotto l’esercitazione “Quadriga 2026” in Lituania, simulando l’evacuazione di soldati feriti verso gli ospedali tedeschi. Il generale Carsten Breuer, capo delle forze armate tedesche, ha dichiarato di recente: “Non ho mai vissuto una situazione così pericolosa e urgente come quella di oggi”.

Sul fronte dei rifugi antiaerei il quadro è simile: la Germania ha oggi solo 580 dei 2.000 bunker della Guerra Fredda ancora funzionanti, sufficienti per meno di mezzo milione di persone su una popolazione di 83 milioni. Il capo della protezione civile tedesca, Ralph Tiesler, ha chiesto di creare rapidamente spazio per un milione di persone, convertendo gallerie, stazioni della metropolitana, parcheggi sotterranei e cantine di edifici pubblici.

Foto: Bundeswehrkrankenhaus Ulm, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

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