Trump cambia pettinatura ma la testa è sempre quella

Venerdì, appena sceso dall’Air Force One diretto al suo Trump National Golf Club di Bedminster, Donald Trump si presenta con qualcosa che non si vedeva da decenni: capelli castani, non più il biondo dorato che è da sempre parte del suo marchio quanto la cravatta lunga o gli occhi socchiusi. A darne notizia per primo è il New York Post, che pubblica le foto scattate all’aeroporto; da lì la voce rimbalza su ogni testata e ogni social nel giro di ore. Un utente citato dai media riassume bene lo sconcerto generale: “Se non avessi scaricato io stesso le foto da Getty Images, non ci avrei creduto”.

È un cambiamento che stona con decenni di continuità: quella chioma è una delle poche costanti della sua immagine pubblica, sopravvissuta a due mandati, un impeachment, quattro incriminazioni e un attentato. Gli osservatori si dividono tra chi legge il nuovo colore come un tentativo di apparire più serio in vista delle prossime scadenze elettorali, e chi lo liquida come un semplice capriccio da weekend al golf club.

Il colore cambia, la sostanza no: gli stessi post su Truth Social, gli stessi dazi, le stesse minacce quotidiane a chiunque non gli dia ragione — solo con una tinta diversa sopra. Trump cambia pettinatura, ma la testa, evidentemente, è sempre quella.

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