“Mi dispiace che il centrosinistra non parli a chi, nelle periferie e nelle fasce più deboli, vive le difficoltà di un’integrazione tra culture diverse” — dice oggi Rocco Casalino al Corriere della Sera, spiegando di condividere l’analisi di Conte sull’immigrazione e citando esplicitamente le preoccupazioni di “molti omosessuali” di fronte all’estremismo islamico. Aggiunge che il woke “ha portato attenzione su discriminazioni e diritti Lgbtqia+, ma alcune estremizzazioni hanno finito per danneggiare la comunità”. Un Casalino attento, oggi, alle fragilità delle minoranze e ai rischi della retorica sopra le righe.
Vale la pena rinfrescare la memoria, perché lo stesso uomo, in un video del 2018 riemerso dai suoi anni pre-Palazzo Chigi (pubblicato il 5 novembre dal canale YouTube ArcadeTv7 e ripreso due giorni dopo da Dagospia, con ricostruzioni pubblicate da Sky TG24, Il Mattino e Il Messaggero), diceva testualmente di persone con sindrome di Down e anziani: “Mi fanno schifo, come fa schifo un ragno. Non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, non ho nessuna voglia di aiutarli, poveretti che gli è capitata ‘sta cosa”. E ancora, sugli anziani: “Non mi va di stare dietro ai vecchietti”; sulle persone con Down, in un altro passaggio riportato da Il Corriere del Giorno: “Poverini non capiscono niente”. Si difese parlando di un’esercitazione teatrale volutamente provocatoria (in realtà, secondo la ricostruzione più dettagliata di NextQuotidiano, si trattava di un corso di giornalismo del 2004 condotto dal giornalista Enrico Fedocci, non di teatro) — difesa comunque contraddetta pubblicamente dal Centro Teatro Attivo, che negò ogni collegamento con i propri corsi — e alla fine si scusò pubblicamente: “Mi scuso per le parole su Down e anziani”, dichiarazione riportata anch’essa da Sky TG24. Le opposizioni dell’epoca chiesero le sue dimissioni da portavoce di Palazzo Chigi: il senatore Pd Davide Faraone, che ha un figlio autistico, scrisse “a noi fai schifo tu”; Matteo Renzi, su Twitter, fu ancora più diretto: “Mia nipote Maria ha la sindrome di Down. Merita il rispetto delle Istituzioni, rispetto che Casalino le ha negato […] Casalino vattene”.
Non si tratta di stabilire se un uomo possa cambiare in otto anni — può, e sarebbe ingeneroso negarlo a chiunque. Il punto è più preciso: chi oggi si presenta come custode sensibile delle fragilità altrui, capace di leggere con delicatezza le preoccupazioni di una minoranza, lo fa con alle spalle una vicenda pubblica in cui la delicatezza verso un’altra minoranza — non scelta, non negoziabile, la disabilità dalla nascita — è mancata clamorosamente, e non in un momento di rabbia isolata ma in una dichiarazione strutturata, ripetuta, davanti a una platea. La sensibilità selettiva, quando riguarda un portavoce di professione, meriterebbe più coerenza — o quantomeno un riferimento esplicito al proprio passato, invece del silenzio.
Fonti: Sky TG24 (8 e 11 novembre 2018); Il Mattino e Il Messaggero (10 novembre 2018); Il Corriere del Giorno; Il Giornale (intervista Corriere della Sera, 2026).