Viviamo in una realtà a due velocità, un contrasto stridente che si consuma quotidianamente tra le grandi esortazioni spirituali e la cruda, inspiegabile violenza dei marciapiedi metropolitani.
Da un lato ci sono i costanti appelli alla pace, alla cura dell’altro e alla custodia dell’animo umano che rimbalzano dalle piazze e dai sacri palazzi; dall’altro, la cronaca nera più efferata e apparentemente priva di senso che irrompe nella normalità di una giornata qualunque.
Questo corto circuito ideale si palesa tragicamente nell’interrogativo che unisce idealmente la preghiera universale al sangue versato per strada.
Il caso recente di Milano è l’epicentro di questa profonda riflessione. Un uomo di 55 anni viene accoltellato alle spalle, dal nulla, mentre cammina tranquillamente in zona San Siro. L’aggressore è Lamin Saidilly, un ragazzo di soli 22 anni originario di Conegliano Veneto, svanito nel nulla pochi giorni prima da casa e riapparso nel capoluogo lombardo con un coltello in mano. Non ci sono vecchi rancori, non c’è una rapina finita male, manca persino un movente logico o un barlume di spiegazione.
C’è solo il caos di un gesto folle, arginato a stento dal coraggio dei clienti di un bar che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Di fronte a una simile gratuità del male, lo smarrimento delle istituzioni e della società civile è inevitabile. Ci si chiede dove risiedano le radici di una deriva che sembra del tutto impermeabile a qualsiasi richiamo morale o educativo.
Mentre il Pontefice e le guide spirituali continuano a invocare una riscoperta dell’empatia, del dialogo e della sacralità della vita umana, la realtà dei fatti restituisce l’immagine di una solitudine e di un nichilismo che sembrano sordi a ogni appello. Il contrasto tra le parole di speranza che cercano di elevare l’umanità e l’impulso distruttivo che arma la mano di un ventiduenne evidenzia una faglia profonda nel nostro tessuto sociale.
La spiritualità prega per la salvezza e per la pace, ma nelle strade e nelle menti più fragili la violenza continua a colpire nel modo più imprevedibile, lasciando dietro di sé soltanto domande destinate a rimanere senza risposta.