Se c’è un’immagine che riassume perfettamente il clima di queste Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, non è un record del mondo o una medaglia d’oro (anche se quelle non mancano), ma il volto sorridente di Sergio Mattarella. In un Paese spesso diviso, il Capo dello Stato è riuscito a compiere un’impresa degna del miglior atleta: diventare l’idolo indiscusso dei giovani, trasformando la figura del Presidente in quella di un “nonno della nazione” sportivo e pop.
Un esordio da star: dal tram a San Siro
L’onda d’urto della sua popolarità tra i ragazzi è esplosa definitivamente con la cerimonia di apertura a San Siro. Lo spot virale che lo ha visto protagonista insieme a Valentino Rossi — in cui il Presidente si spostava per Milano a bordo di un tram storico — ha fatto il giro dei social in pochi secondi.
Vederlo entrare allo stadio non con il distacco del protocollo, ma con la semplicità di chi si sente “uno di noi”, ha scatenato un boato che solitamente è riservato ai grandi campioni. Per la Generazione Z, Mattarella è diventato l’antitesi del “boomer” rigido: un uomo delle istituzioni che sa stare al gioco, che si presta a un selfie al Villaggio Olimpico e che mangia in mensa con gli atleti.
Perché i giovani lo amano?
Il legame tra Mattarella e i ragazzi non è nato per caso, ma si è consolidato attraverso un messaggio costante: lo sport come strumento di cittadinanza.
• Autenticità: I giovani percepiscono la sincerità del suo tifo. Che sia a bordo pista per il Super G o in tribuna per la pallavolo, il suo non è un “presenzialismo” politico, ma una passione genuina che affonda le radici nei ricordi di Bartali e Coppi.
• Rispetto e Lealtà: Mattarella parla di sport non solo come vittoria, ma come “desiderio di misurarsi con i propri limiti”. Questo linguaggio risuona forte in una generazione che cerca modelli di resilienza piuttosto che solo di successo fine a se stesso.
• Inclusione: La sua attenzione maniacale per il movimento Paralimpico ha abbattuto barriere culturali enormi, rendendo lo sport italiano un esempio di civiltà che i più giovani trovano profondamente giusto e moderno.
“L’oro numero uno è suo”
Mentre gli atleti azzurri continuano a scalare il medagliere, c’è chi, come Sofia Goggia, scherza sul fatto che il Presidente sia il vero portafortuna della delegazione. Ma dietro l’ironia c’è una verità profonda: in un momento storico frammentato, Mattarella rappresenta il baricentro emotivo del Paese.
Non è solo il Presidente della Repubblica; è l’azzurro più acclamato, colui che ha saputo spiegare ai ragazzi che la maglia della nazionale non è un peso, ma un onore da indossare con il sorriso. E a giudicare dagli applausi che lo seguono da Milano a Cortina, il messaggio è arrivato forte e chiaro.
Torino 13.02.26 di Ranaldo Lutzen