La Stampa ha raccolto le voci dei ragazzi della Barona, il quartiere milanese da cui viene Marracash, con un titolo che riassume la loro tesi: «Con 1.200 euro non vivi, sopravvivi». È il racconto che negli ultimi giorni ha accompagnato gli scontri di Milano: una generazione schiacciata, senza futuro, che avrebbe buone ragioni per essere arrabbiata.
I numeri raccontano un’altra storia. Secondo il Rapporto annuale dell’Inps citato dall’Agi, nel 2023 i lavoratori dipendenti sotto i 30 anni hanno guadagnato in media poco più di 14mila euro l’anno: 1.200 euro al mese sono in linea con quello che prende un giovane italiano medio. Secondo l’Istat, il reddito netto medio di un’intera famiglia italiana nel 2023 è stato di 37.511 euro l’anno, poco più di 3.100 euro al mese.
Con 1.200 euro, e spesso con molto meno, vive una larga parte degli italiani. Dal 1° gennaio 2026 la pensione minima dell’Inps è di 611,85 euro al mese, come riporta LeggiOggi. Secondo l’Osservatorio dell’Inps ripreso da SoldiOnline, oltre 4,5 milioni di pensionati, il 27,5% del totale, ricevono meno di 1.000 euro al mese. Un invalido civile totale riceve nel 2026 una pensione di 340,71 euro al mese, secondo Lentepubblica. Pensionati, disabili, impiegati e operai fanno quadrare i conti con queste cifre senza auto di lusso, senza gioielli e senza orologi da migliaia di euro, quelli che si vedono in tanti video rap. Chi ha mai detto che la vita vera sia quella? Lo raccontano proprio quei video, mentre chi li firma, come Marracash, guida società da milioni di euro.
Se 1.200 euro sembrano una condanna, è anche per il clima in cui è cresciuto il racconto del disagio. Il 2 ottobre l’eurodeputata Ilaria Salis scriveva, secondo Virgilio, che «anche in Italia ci sarebbero tutte le ragioni per una mobilitazione di questa portata». Dopo gli scontri, secondo Il Giornale, Giuseppe Conte ha chiesto che «il governo non ignori il disagio». E il rapper della Barona, Marracash, ha scritto su Instagram: «Con le buone non cambi le cose». Lo stesso Marracash, secondo Zai.net, nel quartiere ha comprato diversi immobili, e la sua società, secondo Affaritaliani, nel 2024 ha fatturato oltre 3,1 milioni di euro.
Anche chi a sinistra parla di disagio guadagna molto più di 1.200 euro. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha detto nel 2019 a Otto e mezzo, come riporta QuiFinanza: «Io dovrei prendere circa 3.700 euro netti al mese». Un deputato, compresi quelli di Avs, percepisce secondo Money.it un’indennità lorda di 10.435 euro al mese, circa 5.000 netti, a cui si aggiungono una diaria fino a circa 3.500 euro e un rimborso per le spese di mandato di circa 3.690 euro al mese. Un’eurodeputata come Ilaria Salis, eletta con Avs, riceve secondo Euronews 8.772,70 euro netti al mese, più 4.950 euro di indennità per le spese generali e 359 euro per ogni giorno di presenza: in tutto circa 18mila euro al mese.
A chi alimenta questa rabbia manca un confronto con la vita vera. Forse basterebbero un paio d’anni di lavoro in una Rsa, a lavare e pulire gli anziani, a imboccarli, o in una comunità protetta accanto ai disabili, per capire quali sono i veri problemi della vita e dell’esistenza. Chi ha passato una notte accanto a chi non può più alzarsi dal letto difficilmente scrive che «con le buone non cambi le cose», e difficilmente spiega a un ragazzo di vent’anni che 1.200 euro al mese sono una miseria, mentre sua nonna vive con la metà.
Foto: Santeri Viinamäki, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0