Fedez, Marracash e Ghali

Fedez non le manda a dire: il rapper che conosce la sofferenza smonta la retorica dei colleghi

Tra i rapper che dopo gli scontri di Milano si sono schierati con la piazza, una voce ha detto il contrario, a costo di darsi la zappa sui piedi. Fedez, firmandosi con il suo nome, Federico Lucia, ha pubblicato sui canali di Pulp Podcast un lungo testo rivolto ai ragazzi, ripreso dall’Adnkronos il 20 ottobre: «Non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, non c’è nessun noi. È una gara a chi arraffa di più». E ancora: «Vi sta usando come pedine di un gioco in cui a perdere siete sempre voi», «I manifestanti non sono Pokémon da scagliare per il proprio tornaconto», e alla fine: «Al vostro fianco non c’è nessuno».

Fedez non si chiama fuori. Secondo l’Adnkronos ha scritto: «Siamo noi che andiamo alle sfilate, postiamo gli orologi di lusso, i viaggi e i vestiti», e degli artisti che celebrano la protesta: «Senza rendersi conto che esposti in quelle vetrine ci sono anche loro». Poi la previsione più amara: «Alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton». Secondo Affaritaliani, ha aggiunto che i rapper «si contraddicono quando esaltano la ribellione ma mostrano sui social una vita fatta di lusso» e che «Siamo noi che promuoviamo quell’idea di vita, la stessa contro cui le persone insorgono».

Il destinatario, anche senza essere nominato, è chiaro. Marracash aveva scritto su Instagram: «Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose». Dopo l’attacco di Fedez ha replicato, secondo Affaritaliani: «Non tollero più la retorica del tu hai i soldi, non puoi parlare». Il punto, però, sollevato da Fedez riguarda la coerenza tra quello che si predica e quello che si mostra, e lui stesso si mette nel mucchio.

Forse a dare a Fedez uno sguardo più realistico, nonostante i milioni, è stata anche la malattia. Come ha raccontato pubblicamente e come ricostruisce Affaritaliani, nel marzo 2022 è stato operato al San Raffaele per un tumore neuroendocrino del pancreas, con l’asportazione di una parte dell’organo; nel settembre 2023 è stato ricoverato al Fatebenefratelli per un’emorragia interna dovuta a due ulcere, con trasfusioni e otto giorni di degenza, e altri ricoveri sono seguiti nel 2024 e nel luglio 2026. Chi ha conosciuto la paura in un letto d’ospedale sa che i problemi veri sono altri, e che una vetrina spaccata non cambia la vita a nessuno, tranne a chi quel negozio lo ha aperto con i suoi risparmi.

Foto: Ferdinando Traversa (CC BY-SA 4.0), Andrea Di Quarto (CC BY-SA 4.0), Radio Bruno (CC BY 3.0), Wikimedia Commons; elaborazione disciplinanazionale.com

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