Lo abbiamo sempre detto: a noi Vincenzo De Luca piace. Probabilmente ha scelto la parte sbagliata, o forse la sua scelta servirà a ricondurre la sinistra sulla retta via, o perlomeno a farla uscire dai salotti per sentire la puzza del popolo, quello con cui uno come De Luca ha sempre avuto a che fare. Perché l’ordine opposto all’entropia della nostra società è l’unica reazione possibile per tenere in piedi la società odierna.
Venerdì 23 ottobre, nella consueta diretta social del venerdì, il sindaco di Salerno, tornato a maggio alla guida della città per la quinta volta dopo dieci anni alla presidenza della Regione Campania, ha commentato gli scontri di Milano durante le proteste contro il carovita e il caro carburanti, a cui hanno partecipato anche molti giovanissimi. Lo ha fatto a modo suo: «Dico alle forze dell’ordine di rispondere, in caso di violenza, con determinazione e durezza. Una manganellata tra capo e collo ha anche una funzione… pedagogica».
E non si è fermato lì. Ha ricordato che a 15-16 anni un ragazzo «è in grado di sapere perfettamente ciò che è bene e ciò che è male» e si è detto d’accordo con il governo sull’abbassamento dell’età di punibilità. Ha proposto che, quando un dodicenne viene individuato e «colto con le mani nel sacco», i genitori paghino «un’ammenda di 10-20mila euro». Alla vigilia di una nuova manifestazione a Milano, ha invitato la polizia a usare gli strumenti in dotazione «senza preoccupazione» contro chi intende spaccare le vetrine, perché anche una manganellata «è una bella lezione che non si dimentica».
Nella stessa settimana, a Torino, un deputato di AVS descriveva come ragazzini fragili e impauriti i tre minorenni arrestati in piazza Castello mentre fabbricavano molotov. Da Salerno, un uomo di sinistra da sempre ha usato parole che nel suo campo non si sentivano da anni.
Vetrine spaccate, molotov preparate in pieno centro, ragazzini che scendono in piazza per distruggere: sono i segni di una società che si sfalda. Chi governa una città ha il dovere di rimettere ordine, e De Luca lo dice senza giri di parole, con la lingua di chi la strada l’ha sempre conosciuta. Se a sinistra qualcuno cominciasse ad ascoltarlo, sarebbe già un passo.
Il 19 ottobre l’assemblea del Pd ha indicato Elly Schlein come candidata alle eventuali primarie del centrosinistra per la guida del Paese, primarie che la coalizione non ha ancora deciso. La nostra speranza è che, se si faranno, De Luca si candidi. Secondo noi vincerebbe a man bassa, perché tra gli elettori di sinistra sono in tanti a pensarla come lui, anche se nei salotti del partito nessuno ha il coraggio di dirlo.
Foto: ElTristoMietitor, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0