Il Consiglio dei ministri ha approvato il 20 ottobre il nuovo decreto sicurezza, presentato da Giorgia Meloni con una formula semplice: «chi rompe paga». E, ha aggiunto la presidente del Consiglio, se chi rompe è un minorenne «pagano i suoi genitori». Secondo l’Ansa, Meloni ha detto che sulle devastazioni «nessuno può minimizzare» e che «nessuna idea politica o disagio sociale» può giustificarle.
Il decreto introduce un nuovo reato, che Meloni ha definito «partecipazione violenta a una manifestazione»: secondo l’Ansa, chi durante un corteo usa bastoni o mazze o lancia oggetti rischia da due a cinque anni di reclusione e una multa fino a 20mila euro, con pene aumentate per chi agisce a volto coperto o danneggia servizi di pubblica utilità. Chi organizza o promuove gruppi violenti, anche via internet, rischia da quattro a dodici anni. Il fermo preventivo viene esteso a chi turba la sicurezza nei luoghi affollati e, per la prima volta, anche ai minorenni dai 16 anni; arriva l’arresto in flagranza differita per i danneggiamenti, sulla base di foto e video; diventano procedibili d’ufficio anche le lesioni lievi agli agenti.
La novità più attesa riguarda le famiglie. Secondo Il Fatto Quotidiano, se un minorenne, anche non imputabile, partecipa a fatti di questo tipo, il prefetto può infliggere ai genitori una sanzione da 500 a 1.000 euro, raddoppiabile in caso di recidiva. Per i danni a Stato, Regioni ed enti locali il prefetto può disporre un’anticipazione del risarcimento e inviare un’ingiunzione di pagamento; per i danni ai privati, come i negozi saccheggiati, il proprietario potrà ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. A Milano, secondo l’Ansa, arrivano anche 500 militari in più fino al 31 dicembre, con una spesa di 4,7 milioni di euro, mentre la richiesta di dare loro poteri di polizia giudiziaria non è stata accolta, anche per la contrarietà del Viminale e del Quirinale riportata dal Fatto.
Dopo giorni in cui a sinistra si è parlato di disagio, di ragioni e di «meglio gioventù», il principio torna al suo posto: chi spacca una vetrina o lancia una pietra contro un agente ne risponde, e se ha quindici anni ne rispondono i genitori che dovevano sapere dove fosse. È il minimo che uno Stato serio deve a chi ha visto il proprio negozio svuotato e a chi indossa una divisa.
Foto: Alexandros Michailidis, © Unione europea, Wikimedia Commons