Dopo anni di segnalazioni, denunce e gazebo sul territorio, qualcosa nella periferia nord di Torino sembra finalmente muoversi. Lo scrive Verangela “Vera” Marino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 6, riferendosi all’area compresa tra corso Giulio Cesare e le vie Volpiano, Feletto, Brandizzo e Scarlatti — una delle zone più segnalate della città per spaccio, prostituzione e degrado, tanto da essere tornata di recente anche al centro del dibattito in Consiglio di Circoscrizione.
“Non è successo per caso”, scrive Marino, rivendicando anni di sopralluoghi e richieste — ma senza risparmiare una stoccata: “Più semplicemente, l’avvicinarsi delle elezioni ha ricordato a qualcuno che anche la periferia Nord vota.” La sua accusa di fondo è quella di una città a due velocità: “Da una parte il centro, le vetrine e le zone da mostrare. Dall’altra una periferia lasciata troppo spesso sola.”
Marino precisa di non voler impostare la questione su base etnica: “Non è una questione di nazionalità. È una questione di legalità”, scrive, elencando le richieste concrete — fermare lo spaccio, perseguire chi delinque, contrastare lo sfruttamento della prostituzione, liberare gli spazi pubblici occupati.
Il punto su cui insiste di più è l’impiego della Polizia Locale: “Non è accettabile avere agenti qualificati […] relegati negli uffici comunali quando il territorio ha bisogno di presenza, controllo e prevenzione”, scrive, chiedendo un impiego “efficace, coordinato e capillare” in collaborazione con le altre forze dell’ordine.
Chiude con una promessa che suona anche da avvertimento all’amministrazione: “Non permetteremo che, passate le elezioni, tutto torni esattamente come prima.”
di MR Lutzen