Lepore, l’ennesima vergogna: bus gratis ai migranti mentre Bologna spreme i suoi cittadini

Dopo il caso Fakir e la piazza organizzata in memoria di chi è morto durante un fermo di polizia, dopo i dati che fanno di Bologna la città con il maggiore aumento di reati tra le grandi metropoli italiane, arriva l’ennesimo episodio che dovrebbe far riflettere chi ancora sostiene la giunta Lepore: il Comune ha deciso di finanziare, con circa 40mila euro, il trasporto pubblico gratuito per i richiedenti asilo ospitati nei CAS che frequentano corsi di italiano. Una misura presa nella stessa città che, un anno fa, ha portato il biglietto dell’autobus a 2,30-2,50 euro — il più caro d’Italia, tra i più cari d’Europa.

Il Comune si difende dicendo che non è un’invenzione loro: la delegata di Lepore, Erika Capasso, ha spiegato che questi biglietti gratuiti ai CAS erano già finanziati dallo Stato, e che il governo ha tagliato quei fondi all’accoglienza — Bologna avrebbe semplicemente deciso di sostituirli con risorse proprie. Anche accettando questa versione, resta la domanda di fondo che Fratelli d’Italia ha messo nero su bianco in una raccolta firme lanciata a luglio: perché un’amministrazione che aumenta il biglietto ai propri cittadini fino a farlo diventare il più caro del Paese trova comunque 40mila euro per esentarne altri? Il capogruppo FdI Stefano Evangelisti l’ha chiamata “discriminazione al contrario”; il senatore Marco Lisei l’ha definita “paradossale per un’amministrazione che dice di voler incentivare il trasporto pubblico”.

E mentre si trovano fondi per questo, il Comune si appoggia sempre di più sulle tasche dei bolognesi per far quadrare i conti. Il rendiconto 2025 certifica un aumento di 5,6 milioni di euro nelle sole sanzioni per violazioni al codice della strada rispetto all’anno precedente, a cui si aggiungono 7,3 milioni in più di imposta di soggiorno. Non significa che il Comune sia sull’orlo del dissesto — anzi, il bilancio mostra un avanzo di 70,8 milioni e un debito in calo — ma significa che la giunta Lepore ha scelto di intensificare la pressione su multe e tasse locali proprio mentre destina risorse a chi non paga il biglietto.

Non è la prima vergogna di questa amministrazione, e temiamo non sarà l’ultima. Tra una piazza per Fakir, una città sempre meno sicura e ora questa ennesima scelta di priorità che i bolognesi pagano due volte — con tariffe più alte e con multe più frequenti — viene naturale chiedersi quanto ancora dovrà durare. Non useremo la parola “tradimento” in senso legale, perché non lo è: ma nel senso più comune del termine, quello di chi tradisce la fiducia di chi lo ha eletto per rappresentarlo, la domanda se Lepore meriti ancora la fiducia di questa città è più che legittima.

Lascia un commento