Cromoterapia del Terrore: Il Brunch della Sinistra tra Smalto e Patiboli

Ore 11:00. Mentre il resto del mondo ha già prodotto, imprecato e fatturato, dai piani alti del pensiero “giusto” arriva l’Editto della Mattina. La voce è quella di Elly, fresca di sauna e forse di un centrifugato detox, con quel tono che oscilla tra il manuale di sociologia urbana e le istruzioni per un montaggio IKEA della rivoluzione.

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1. La Guerra dei Salotti (e il Sangue degli Altri)

Inutile girarci intorno: la sinistra moderna ha sostituito la barricata con la chaise-longue. Nei salotti buoni, la “posizione ufficiale” è un feticcio da lucidare tra un pasticcino vegano e un calice di bio-dinamico. Si discute di geopolitica con la stessa gravità con cui si sceglie il colore delle tende, convinti che un comunicato stampa ben interlineato possa fermare i droni o sollevare il velo dalle donne di Teheran.

C’è qualcosa di profondamente grottesco nel vedere chi brandisce il politicamente corretto come una clava, per poi balbettare di fronte ai 30.000 morti ammazzati o alle impiccagioni pubbliche degli Ayatollah. Si chiama strabismo etico: l’occhio sinistro piange per un pronome sbagliato in un liceo di provincia, mentre l’occhio destro si chiude ermeticamente davanti a regimi che le donne le preferiscono recluse e silenziate.

2. Il Cortocircuito Rainbow-Teocratico

Qui l’ironia diventa feroce. Abbiamo una classe dirigente che vuole importare ogni sfumatura della cultura woke e del gender fluid – concetti che in certi paradisi teocratici non vengono nemmeno tradotti, perché preferiscono passare direttamente alla sentenza di morte.

“Vogliamo un mondo inclusivo, fluido e arcobaleno… però stendiamo il tappeto rosso a chi l’omosessualità la cura con la corda al collo.”

È il paradosso perfetto: appoggiare, per puro spirito anti-occidentale, chi ti vorrebbe muto o sottoterra. È il fascino perverso di chi, protetto dal comfort della democrazia liberale, tifa per chi quella democrazia la considera un’eresia da estirpare.

In conclusione: La Colazione dei Campioni (del Nulla)

Mentre la segretaria discetta di “nuovi paradigmi” tra una seduta di armocromia e una colazione proteica, la realtà là fuori continua a essere tragicamente binaria: vita o morte, libertà o oppressione. Se la coerenza è diventata un optional da palestra, forse è ora di smettere di pagare l’abbonamento a questo spettacolo di ombre cinesi.