L’Italia nella morsa: Se la “Polveriera” non fosse solo un’iperbole

C’è un’aria pesante che si respira nelle stazioni di Milano, tra i vicoli di Bologna e nei quartieri che circondano Termini a Roma o le “non più tanto periferie di Torino”. È quell’odore acre di una polveriera che non aspetta altro che una miccia per esplodere. Mentre i salotti della politica si accapigliano sulle virgole dei decreti, la realtà delle strade racconta una storia di degrado e insicurezza che i grafici ufficiali non riescono più a contenere.

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L’inganno dei numeri: La rassegnazione non è sicurezza

Ci dicono che i reati diminuiscono. Ma per chi vive le città, questa è solo la “vittoria di Pirro” della statistica sulla realtà. Se le denunce calano, non è perché l’Italia sia diventata un idillio, ma perché il cittadino è sprofondato nella rassegnazione.

Perché perdere ore in una caserma per denunciare lo scippo di un cellulare o un vetro infranto, quando la percezione è che il colpevole resterà impunito? La “cifra oscura” della criminalità — quei reati che non finiscono più nei verbali per sfinimento delle vittime — è il vero termometro del Paese. Una febbre che sale mentre lo Stato finge di non vedere.

Il teatro dell’assurdo: Piromani e Vigili del Fuoco

Inutile girarci intorno: esiste un legame plastico tra l’immigrazione irregolare e l’esplosione della microcriminalità urbana. Quando migliaia di persone vengono lasciate in un limbo senza documenti né futuro, la devianza diventa una certezza statistica.

Ed è qui che la politica diventa grottesca. Vedere esponenti come Chiara Appendino alzare oggi l’indice accusatorio contro il Governo per l’insicurezza di Torino o delle altre metropoli è un esercizio di retorica “fuori luogo” e quasi surreale. Gli stessi schieramenti che per anni hanno predicato l’accoglienza senza limiti, ostacolando ogni tentativo di espulsione o controllo serio dei confini, oggi si travestono da paladini della legalità. È l’immagine del piromane che, dopo aver alimentato il fuoco per anni, critica il vigile del fuoco perché l’incendio non si spegne con uno schiocco di dita.

Il dovere della realtà

La sicurezza non è un tema da dare in pasto alla propaganda, ma il presupposto fondamentale di ogni libertà. Quando le piazze diventano zone franche, a pagare il prezzo più alto sono i cittadini comuni e i più fragili, costretti a barricarsi in casa.

L’Italia non ha bisogno di editoriali edulcorati o di chi scarica barili di responsabilità accumulate in un decennio. Se la polveriera non è ancora esplosa, è solo grazie alla residua pazienza degli italiani. Ma la pazienza è una risorsa finita, e la sensazione è che il tempo dei rinvii sia ormai scaduto.