Assenza giustificata: il banner di Sky tg24 e l’agenda politica che incontra l’eternità

TEHERAN – C’era grande attesa per il discorso televisivo della Guida Suprema. I Pasdaran avevano lucidato le lenti delle telecamere, i traduttori internazionali avevano già il caffè sul fuoco e le cancellerie di mezzo mondo erano pronte a analizzare ogni sopracciglio alzato. Poi, il nulla. Il segnale orario ha continuato a scorrere, ma lo schermo è rimasto più vuoto delle promesse elettorali.

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Il certificato medico definitivo

Mentre gli analisti si interrogavano su strategie geopolitiche raffinate o messaggi in codice inviati tramite il silenzio, è emersa l’ipotesi più banale e, al contempo, più insormontabile: l’interessato era impossibilitato a partecipare causa decesso.

In termini burocratici, si tratta della “giustificazione definitiva”. Non è un ritardo per traffico sulla teheran-shiraz, né un calo di voce o una connessione Wi-Fi ballerina nei bunker della capitale. È quel tipo di contrattempo che rende difficile anche solo mandare un vocale su Telegram per dire “scusate, non ce la faccio”.

Il protocollo del silenzio

I Pasdaran, solitamente così precisi nel dare ordini, si sono trovati nell’imbarazzante posizione di chi annuncia un ospite d’onore che ha deciso di cambiare dimensione senza avvisare l’ufficio stampa.

• L’imbarazzo dei social: Come si twitta la dipartita di chi doveva annunciare il futuro del Paese?

• La sedia vuota: In TV, il vuoto ha parlato più di mille proclami. Un’assenza che, se confermata, non è maleducazione, ma un impegno improrogabile con la storia (e con la biologia).

Se il discorso non arriva perché l’oratore ha smesso di respirare, c’è poco da sanzionare. Resta solo da capire chi, nel caos dei corridoi di Teheran, avrà il coraggio di scrivere sul registro di classe: “Assente per motivi di forza maggiore. Molto maggiore.”