Si è spento a 96 anni il fondatore del Centro “Ettore Majorana” di Erice. Scienziato di fama mondiale e cattolico fervente, ha dedicato la vita a dimostrare che tra le equazioni della fisica e la mano del Creatore non esiste contraddizione.
ERICE – Il mondo della scienza piange la scomparsa di Antonino Zichichi, uno dei fisici italiani più influenti e carismatici del Novecento. Si è spento oggi, 9 febbraio 2026, lasciando un vuoto immenso non solo nei laboratori del CERN di Ginevra, ma anche in quel borgo medievale di Erice che lui stesso aveva trasformato nella “capitale mondiale della cultura scientifica”.
Lo scienziato dell’Antimateria
Zichichi non è stato solo un volto televisivo; la sua carriera è stata segnata da traguardi tecnici straordinari. Dalla scoperta dell’antideutone nel 1965 alla guida di grandi esperimenti sulle alte energie, il fisico siciliano ha esplorato i confini del microcosmo, cercando di decifrare il codice sorgente della materia attraverso lo studio delle particelle elementari.
La Scienza come dono divino
Ciò che ha reso Zichichi una figura unica è stata la sua incrollabile fede cattolica. In un ambiente accademico spesso dominato dal materialismo, Zichichi ha rivendicato con orgoglio il ruolo della religione. Per lui, la Scienza era lo strumento umano per eccellenza atto a leggere il libro scritto da Dio.
“Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata per negare l’esistenza di Dio,” amava ripetere nei suoi numerosi saggi.
Per Zichichi, l’ateismo non era una conclusione scientifica ma una scelta irrazionale, mentre la Matematica rappresentava il linguaggio universale scelto dall’Onnipotente per regolare l’universo. Questa visione lo ha reso un punto di riferimento per il dialogo tra il Vaticano e il mondo della ricerca, collaborando strettamente con la Pontificia Accademia delle Scienze.
Un’eredità tra Fede e Ragione
Con la sua scomparsa, l’Italia perde un divulgatore instancabile che ha saputo portare la fisica nelle case di milioni di persone, rendendo popolari concetti complessi come la supersimmetria o le forze fondamentali. Zichichi lascia un’eredità fatta di laboratori all’avanguardia, come quelli del Gran Sasso che contribuì a ideare, e di una visione del mondo dove la logica dei numeri e la speranza della fede convivono in armonia.
Oggi Erice è più silenziosa. La Sicilia e la comunità internazionale perdono un uomo che ha saputo guardare oltre l’orizzonte degli eventi, convinto che, dietro ogni segreto della fisica, vi fosse un disegno d’intelligenza superiore.
di Ranaldo Lutzen